Botswana

I Luoghi - Africa Australe - Botswana

Le prime popolazioni dell'odierno Botswana, come di gran parte dell'Africa australe, erano cacciatori-raccoglitori dei gruppi san e khoisan (boscimani e ottentotti). La loro presenza è sicuramente molto antica, anche se il loro numero fu sempre molto basso, sia per la scarsità di risorse che il territorio offriva loro, sia per la loro mancata evoluzione in società sedentaria organizzata. La colonizzazione bantu Benché già avessero fatto sporadiche apparizioni in precedenza, intorno al XVII secolo giunsero massicciamente nella zona i bantu provenienti da nord. Queste genti, molto più evolute ed agguerrite di boscimani ed ottentotti, non ebbero difficoltà ad averne il sopravvento. Gli indigeni furono costretti così a ritirarsi nelle zone più impervie e desertiche della regione. I bantu erano agricoltori e allevatori e si insediarono con successo nella regione. Da questi coloni discende il gruppo etnico principale del Botswana moderno, quello degli Tswana. La colonizzazione britannica Verso la fine del XIX secolo iniziò un modesto afflusso di coloni bianchi provenienti dal Sudafrica, e nel 1885, alla Conferenza di Berlino, la regione venne dichiarata protettorato britannico col nome di Bechuanaland. A differenza di quanto avvenne ed avviene tuttora in altri paesi dell'area (specie in Zimbabwe e in Sudafrica), in Botswana i rapporti fra bantu e bianchi furono sempre sostanzialmente pacifici e distesi

Delta dell’Okavango & Moremi
L’Okavango, con i suoi 1.300 km di lunghezza, è il terzo fiume d’Africa. Nasce in Angola per giungere in Botswana attraverso la Namibia e sfociare, nelle sabbie del deserto del Kalahari, in un enorme ventaglio, di quasi 20 miliardi di metri cubi d’acqua.
Qui il fiume si disperde e vaporizza letteralmente nel nulla, dando origine ad una regione di oltre 15.000 km2, dove un’infinità di specie animali e di piante trovano vita, fra un dedalo di canali, piccoli e grandi corsi d’acqua. Fra le regioni di maggiore interesse troviamo la Riserva Moremi e Chief’s Island.
Per un’esperienza di viaggio più completa, consigliamo sembre combinare regioni del delta che permettano sia “safari di terra” in jeep (in questo caso la concessione di Mombo nei pressi di Chief’s Island è universalmente riconosciuta come la più ricca di animali in assoluto) sia “safari d’acqua” a bordo di imbarcazioni e canoe chiamate “mokoro”.
Da non trascurare, a nordest del delta, la regione di Linyanti, confinante con il Chobe National Park, in grado di offrire i medesimi panorami, una ricca fauna e in una tranquillità oramai sconosciute ai lodge del Parco Chobe.

Chobe National Park
Fu nel lontano 1930 che, Sir Charles Rey, commissario del Bechuanaland, propose per la prima volta di realizzare un’area protetta dove, oggi, troviamo il parco.
Dovettero trascorrere oltre 30 anni, prima che i suoi desideri fossero realizzati, nel 1968.
Lungo le rive settentrionali del fiume si trova la maggiore concentrazione di fauna del Chobe.
Le migliori occasioni per vedere gli animali sono facilitate sia dai veicoli 4x4 sia dalle imbarcazioni che percorrono il fiume.
La maggiore attrattiva è probabilmente creata dalle grandi mandrie di bufali e dalle numerose “famiglie” di elefanti, ma il parco è ricchissimo di uccelli, rettili, impala, antilopi delle varie specie e, ovviamente, predatori quali leoni e leopardi.

Deserto del Kalahari
Probabilmente la sua definizione di deserto è impropria.
Quest’area, di oltre un milione di kmq, che va dallo Zaire, all’Angola, allo Zambia, Namibia, Botswana e Repubblica Sudafricana, è in realtà un gigantesco deposito di sabbia, generato dall’erosione della superficie rocciosa avvenuta lungo un periodo di oltre 10 milioni di anni, è la più grande estensione di sabbia ininterrotta del mondo.
A differenza dei grandi deserti dell’Africa settentrionale, qui possiamo trovare diversi alberi ed arbusti, insieme a letti di fiumi, che periodicamente tornano a scorrere.
È una regione magica, destinata agli amanti della quiete, della solitudine e del silenzio dei grandi spazi.
La popolazione locale è praticamente inesistente, per lopiù raccolta attorno alle scarse risorse idriche.
Il maggiore parco della regione è la Central Kalahari Game Reserve che, con i suoi oltre 50.000 km2, è l’area protetta più grande del continente africano.
Sorge nel cuore del Botswana e il luogo maggiormente conosciuto, nel suo interno, è la Deception Valley.
Al calar del sole questi territori diventano di proprietà delle iene brune, rese famose nel libro “Il grido del Kalahari” di M. & D. Owens.
La maggiore possibilità di incontrare animali si ha nel Deception Pan, immediatamente dopo il periodo delle piogge.

Makgadikgadi Pan
In questa parte d’Africa si possono ammirare paesaggi difficilmente riscontrabili altrove.
L’unione delle due saline di Ntetwe e Sue ha creato i pan del Makgadikgadi, con una superficie totale di oltre 12.000 km2.
Alla fine della stagione estiva, quando, per l’estremo calore, tutto intorno gli oggetti perdono le loro naturali forme e dimensioni, dilatandosi e fluttuando nell’aria in un’atmosfera quasi spettrale, si hanno le migliori vedute di panorami naturalistici.
In autunno si può assistere all’arrivo dei branchi di animali in attesa delle prime piogge e poi, in estate, grazie alle piogge, il ripetersi di una delle poche, ultime, grandi migrazioni dell’Africa Meridionale di zebre ed erbivori in generale.