Botswana

Perché andare - Africa Australe- Botswana


Perché andare
Difficile domandarsi perché andare in Botswana.
Difficile perché scontata la risposta: si può rinunciare ad un unicum?
Una rarità difficile da descrivere, un paese dominato da “elementi” quali l’acqua, il sale e la sabbia?
Dove tutto parla di natura, di animali, di Africa?
Certo, pensi al Botswana e immediatamente vai con la mente al Delta dell’Okavango.
Né potrebbe essere diversamente visto che parliamo di un fenomeno che non ha eguali (almeno in queste proporzioni, con questa intensità) al mondo.
Eppure è difficile raccontare l’emozione, più ancora della suggestione, di questo luogo; parlare della sorpresa, riviverne la magia, narrarne le mille diversità, le atmosfere rarefatte, le suggestioni, la prorompente vitalità.
La sorpresa, ovviamente!
Di vedere l’acqua irrompere e poi sparire, ricomparire ed acquattarsi sotto un velo di sabbia, creare canali e lagune ed abbellirli con ninfee e giochi di canne.
Certo, la presenza di animali è importante, dà vita, rende tutto più “completo”, ma nulla batte l’atmosfera, i colori pastello che tingono le acque al tramonto, il silenzio rotto solo dal concerto degli uccelli, veri protagonisti, “padroni” del Delta.
Ma non facciamo l’errore di pensare che il Botswana sia solo il Delta.
Certo è la sua parte più nota e singolare, ma qui conta anche “la terra”.
Quella dei parchi grandiosi ed abitati da tutta la fauna africana; quella del grande deserto del Kalahari, cerniera tra più paesi, deserto vero, arido, forte, isolato, ancor più duro perché caratterizzato da piane inospitali più che da formazioni dunarie.
Deserto invivibile, ma non per I Boscimani, i piccoli uomini del deserto capaci di adattarsi.
Non ci sono più i grandi gruppi dei San, ma sopravvive la loro cultura, antica, viva molto più di quanto si possa pensare.
A questi popoli e alla loro cultura vanno ascritte le prime, in assoluto, espressioni di arte rupestre.
Più che di luoghi racconta di emozioni, trance, visioni.
Infine il sale: affiorante, capace di ricoprire di uno specchio abbacinante gli antichi laghi ormai secchi.
Capace di essere cerniera tra terra e acqua.